Quale 'Eneide' ha letto Dante? Le glosse a 'Aen'. VI del ms. Strozzi 112 (Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana)

Autori

  • Lucia Maragnoli Università degli Studi di Milano

DOI:

https://doi.org/10.26034/fr.tenzone.2025.5931

Parole chiave:

Commedia, Dante Alighieri, Virgilio, Eneide, Aeneid, Inferno, Purgatorio

Abstract

L'articolo analizza dieci corrispondenze emerse dal confronto tra le glosse interlineari originali (cioè non basate sui commenti tardoantichi più diffusi) al libro sesto dell'Eneide del manoscritto Strozzi 112 della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze e i passi della Commedia che rielaborano i relativi versi di Virgilio. A una lettura attenta dell'opera dantesca appare chiaro che le citazioni del, e i riferimenti al, poema virgiliano, principale modello di Dante nella creazione della Commedia, spesso non sono esatte traduzioni, ma piuttosto rielaborazioni del testo latino tramandato, dal quale talvolta Dante si discosta notevolmente; si pensi al caso del centauro Caco, definito monstrum e semihomo nell'Eneide, oppure al gigante Briareo, presentato nella tradizione virgiliana come un centimano. Tali innovazioni potrebbero essere state ispirate dalla lettura di un apparato di chiose simile a quello del ms. Strozzi 112; proseguendo il lavoro iniziato dagli studiosi Gian Carlo Alessio e Claudia Villa, che per primi hanno individuato alcune corrispondenze tra il codice laurenziano e la Commedia, in questo saggio si intende argomentare come tale manoscritto, o un codice appartenente alla stessa famiglia che tramandi delle glosse analoghe, sia un buon candidato per l'individuazione dell'Eneide letta da Dante.

The article analyzes ten correspondences that emerge from a comparison between the original interlinear glosses (that is, those not based on the most widespread Late Antique commentaries) to Book VI of the Aeneid in manuscript Strozzi 112 of the Biblioteca Medicea Laurenziana in Florence, and the passages of the Commedia that rework the corresponding verses of Virgil. A close reading of Dante's work makes it clear that the quotations from, and references to, the Virgilian poem – Dante's principal model in the creation of his Commedia – are often not exact translations but rather reworkings of the transmitted Latin text, from which Dante at times departs significantly; one may think, for instance, of the case of the centaur Cacus, described as monstrum and semihomo in the Aeneid, or of the giant Briareus, presented in the Virgilian tradition as a hundred-handed creature. Such innovations may have been inspired by the reading of a set of glosses similar to those found in ms. Strozzi 112. Continuing the work begun by scholars Gian Carlo Alessio and Claudia Villa, who were the first to identify certain correspondences between Laurenziana codex and the Commedia, this essay argues that this manuscript, or a codex belonging to the same family that transmits analogous glosses, is a strong candidate for identifying the version of the Aeneid read by Dante.

Downloads

Pubblicato

07.12.2025

Fascicolo

Sezione

Articoli