La 'Commedia' come passaggio dalla vita attiva alla vita contemplativa secondo l'esegesi di Giovanni Pascoli

Autori

  • Maria Tomaciello Università di Foggia

DOI:

https://doi.org/10.26034/fr.tenzone.2025.7622

Parole chiave:

Pascoli, Dante, contemplazione, poesia, esegesi, contemplation, poetry, exegesis

Abstract

Il contributo vuole rendere conto di uno degli elementi di maggiore originalità della critica dantesca di Giovanni Pascoli, ovvero la lettura della Commedia come passaggio dalla vita attiva alla vita contemplativa. Alla base di questa interpretazione c'è il recupero dell'esegesi tradizionale delle bibliche sorelle Lia e Rachele, che da mistici e teologi, tra cui Agostino e Riccardo di san Vittore, erano considerate rispettivamente figure della vita attiva e della vita contemplativa: Lia, infatti, è rappresentata nel sogno di Dante, addormentatosi per la terza volta sul monte della guarigione (Pg XXVII), intenta a cogliere dei fiori per agghindarsi, mentre Rachele è seduta a rimirare la propria bellezza. Tale interpretazione del poema appare al Pascoli altresì coerente con la cronologia da lui proposta, seconda la quale Dante avrebbe composto interamente la Commedia dopo il 1313, mentre si trovava, ospite di Guido Novello, a Ravenna. Si dimostrerà, infine, l'ipotesi pascoliana di una possibile identificazione di Dante con Giacobbe, il quale, nella vicenda biblica, servì Labano sette anni per avere in sposa Lia, poi altri sette per la sorella maggiore, Rachele, che egli desiderava fin dal principio in moglie.

This contribution aims to highlight one of the most original aspects of Giovanni Pascoli's Dantean criticism: the interpretation of the Commedia as a spiritual journey marking the transition from the active life to the contemplative life. At the heart of this reading lies the recovery of the traditional exegesis of the biblical figures of Leah and Rachel, who were regarded by medieval mystics and theologians – such as Augustine and Richard of St. Victor – as symbols of the active and contemplative lives, respectively. In the dream Dante has at the end of his purification (Pg XXVII), Leah is portrayed gathering flowers to adorn herself, while Rachel is seen sitting and admiring her own beauty. This interpretation, according to Pascoli, is perfectly consistent with the chronology he proposed for the composition of the poem. He believed that Dante wrote the Commedia in its entirety after 1313, during his stay in Ravenna as the guest of Guido Novello. Finally, the analysis will also consider Pascoli's hypothesis of a symbolic identification between Dante and Jacob: in the biblical narrative, Jacob served Laban for seven years to marry Leah, and another seven for her sister Rachel, whom he had desired from the beginning.

Downloads

Pubblicato

07.12.2025

Fascicolo

Sezione

Articoli