'Ianua inferi' o 'ianua coeli'? Ambivalenze e manipolazioni dell'archetipo dantesco della "segreta porta" nei racconti di Dino Buzzati

Autori

DOI:

https://doi.org/10.26034/fr.tenzone.2025.8068

Parole chiave:

porta, confine, Dante, inferno, purgatorio, paradiso, door, border, Hell, Purgatory, Paradise

Abstract

Nei testi di Dino Buzzati l'elemento della "porta" consta di numerose ricorrenze, al punto da presentarsi come un vero e proprio espediente narrativo ampiamente sfruttato dall'autore. Questa componente architettonica, caratterizzata dal sistema di apertura/chiusura, allude simbolicamente, nelle opere dello scrittore bellunese, alla possibilità di accedere a un altrove separato dalla sfera del quotidiano, denso di un alone misterioso che genera nell'individuo talora angoscia talaltra speranza. Si tratta del collegamento con un aldilà dai tratti ambigui, poiché si manifesta sia come luogo infernale sia come spazio purgatoriale o paradisiaco. Sotto questo aspetto, Buzzati rielabora in forma originale il topos dantesco della famosa porta monumentale varcata dal pellegrino fiorentino all'inizio del suo viaggio ultraterreno nella Commedia, sovrapponendola a quella tangibile del regno intermedio della purificazione e a quella eterea dei cieli della beatitudine perpetua. Sulla scia del modello del grande poema allegorico medievale, la porta assume, nell'autore milanese di adozione, la funzione metaforica di marcare il confine sfuggente tra la vita e la morte, e dunque rappresenta una possibile chiave di ingresso alla problematica questione della verità che si nasconde oltre la realtà fenomenica. l'indagine si concentra prevalentemente sul genere letterario del racconto, il più vicino all’estro creativo di Buzzati e il più idoneo ad attivare questo tipico meccanismo retorico.

In Dino Buzzati's writings, the element of the "door" is recurring, to the point of becoming a fully-fledged narrative device, extensively exploited by the author. This architectural component, characterized by its opening/closing mechanism, symbolically alludes, in the writer's works, to the possibility of accessing an elsewhere separated from the sphere of everyday life, filled with a mysterious aura that generates in the individual sometimes anguish, sometimes hope. It is a connection to an afterlife with ambiguous traits, manifesting itself both as a hellish place and as a purgatorial or paradisiacal space. In this respect, Buzzati reworks in an original form the Dantesque topos of the famous monumental door crossed by the Florentine pilgrim at the beginning of his otherworldly journey in the Comedy, superimposing it onto the tangible door of the intermediate realm of purification and the ethereal door of the heavens of perpetual bliss. Following the model of the great medieval allegorical poem, for the Milanese author by adoption, the door takes on the metaphorical function of marking the elusive boundary between life and death, and thus represents a possible key to understanding the problematic question of the truth that lies beyond phenomenal reality. The investigation focuses primarily on the literary genre of the short story, the closest to Buzzati's creative flair and the most suited to activating this typical rhetorical mechanism.

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Pubblicato

07.12.2025

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Articoli